Prendersi cura del benessere delle famiglie, dei compiti evolutivi dei genitori e dei loro figli lungo l’intero arco della vita è l’obiettivo del Centro per le Famiglie, il nuovo servizio pubblico completamente gratuito della Zona Sociale 1 dell’Alta Valle del Tevere, che è stato inaugurato ufficialmente ieri pomeriggio nella sede di viale Nazario Sauro (all’interno dell’ex seminario vescovile), alla presenza del sindaco di Città di Castello Luca Secondi, dell’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti e di una nutrita rappresentanza degli amministratori degli otto Comuni del comprensorio coinvolti nel progetto. Un taglio del nastro emozionante per tutti i partecipanti, perché si tratta di una risposta che va al cuore dei bisogni emergenti delle comunità della vallata. Il servizio, infatti, rivolge la propria progettualità al ruolo sociale, educativo e di cura delle famiglie, attraverso azioni di prevenzione e valorizzazione, di sostegno alla genitorialità e delle relazioni familiari di fronte ai passaggi evolutivi della vita, ai loro possibili aspetti di criticità, anche con riferimento alla gestione della conflittualità familiare e all’intercettazione in fase precoce di bisogni emergenti. Oltre all’offerta rivolta specificamente alla cura delle relazioni familiari, al suo interno il Centro per le Famiglie ospita anche le attività del Servizio Adozione e Affido Familiare delle Zone Sociali 1 e 7 e le attività di coordinamento territoriale del progetto P.I.P.P.I. (Programma di Intervento Per Prevenire l’Istituzionalizzazione). “Il Centro per le famiglie nasce per dare una risposta concreta e un supporto affidabile alle famiglie degli otto comuni dell’Altotevere, un servizio accessibile a tutti che va ad aggiungersi a quelli che come amministrazioni del comprensorio abbiamo messo in campo negli anni con le nostre politiche sociali, sanitarie ed educative”, sottolineano il sindaco Secondi e l’assessore Calagreti a nome di tutti gli amministratori del territorio. “L’obiettivo che abbiamo condiviso – spiegano sindaco e assessore - è di far sentire alle famiglie che non sono sole e possono contare sul supporto delle amministrazioni comunali dell’Altotevere in tutte le loro tappe evolutive, aiutandole a comprendere che certe dinamiche, certe complessità che si trovano a vivere sono naturali e possono essere affrontate, con l’accompagnamento, l’orientamento e il sostegno professionale che siamo in grado di offrire loro. Un supporto ai genitori, ma anche alle coppie, che si propone di affiancare la vita familiare in tutte le fasi e in tutte le età dei figli, da quando si trovano ancora nel grembo materno fino alla difficile complessa età dell'adolescenza, che, come sappiamo, può creare dinamiche complesse all'interno di qualunque nucleo. Un occhio di riguardo sarà rivolto alle famiglie che si trovano a vivere una disabilità condizione di disabilità dei figli, che chiama in causa i genitori non solo per il loro ruolo naturale, ma anche per quello di caregiver”. Dopo il taglio del nastro, il Centro per le famiglie chiamerà subito a raccolta genitori e figli con una festa di apertura, a ingresso libero, che sabato 10 ottobre, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, offrirà la possibilità di partecipare a giochi e attività ricreative nella sede di via Sauro. Il rilievo del progetto e la condivisione che ha portato alla sua attuazione sono stati sottolineati dalla convocazione in concomitanza con l’inaugurazione dell’incontro della Conferenza di Zona Sociale 1, congiuntamente all’Ufficio di Piano, in cui sono state presentate le finalità del nuovo servizio, le linee di indirizzo, le progettualità avviate e quelle in cantiere. Alla riunione hanno partecipato i componenti istituzionali della Conferenza di Zona Sociale 1: il sindaco tifernate Secondi con l’assessore Calagreti; Valentina Ercolani, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Citerna; Gianluca Moscioni, sindaco di Lisciano Niccone; David Gonfia, vice sindaco del Comune di Montone; Enzo Franchi, assessore alle Politiche Sociali del Comune di San Giustino; Lara Goracci, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Umbertide. Per l’Ufficio di Piano della Zona Sociale 1, sono intervenute Giuliana Zerbato, dirigente delle Politiche Sociali del Comune di Città di Castello; Cristina Donati Sarti, responsabile della Zona Sociale 1; Angela Rubechi, responsabile dei Servizi Sociali del Comune di San Giustino; Francesca Fagiani, responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Citerna; Lorenza Scateni, coordinatrice tecnica dei Servizi Sociali della Zona Sociale 1; Valentina Caselli, istruttrice amministrativa del Servizio Amministrativo Politiche Sociali delle Comune di Città di Castello; Marcella Crispoltoni, funzionaria educatrice professionale del Servizio Amministrativo Politiche Sociali del Comune di Città di Castello; Elena Cafagna, istruttrice amministrativa del Servizio Amministrativo Politiche Sociali del Comune di Città di Castello, in qualità di segretario verbalizzante della seduta. Il Centro per le famiglie è stato rappresentato dalla responsabile del servizio Brunella Bologni, da Cristina Grilli, educatrice professionale e da Ornella Curto, assistente sociale.
Il servizio. Come indicato dal Piano Nazionale per la famiglia 2025-2027, i Centri per le Famiglie rientrano tra i principali interventi individuati per promuovere il benessere di genitori e figli. Nella loro natura di servizi polifunzionali, sono collocati nel sistema dei servizi territoriali ed integrano la rete di interventi offerti alle famiglie dai servizi sociali, sanitari, educativi e del privato sociale. L’istituzione di questa nuova opportunità da parte della Zona Sociale 1 è stata preceduta da una serie di attività di confronto con i diversi servizi pubblici del territorio, sanitari, educativi e culturali, al fine di individuare percorsi progettuali ed aree di lavoro, anche in forma di collaborazione e cooperazione, su cui costruire interventi di promozione e supporto del benessere familiare. Al Centro per le famiglie di Città di Castello potranno rivolgersi tutti i residenti negli otto Comuni che compongono la Zona Sociale 1 (Città di Castello, Citerna, Monta Santa Maria Tiberina, Lisciano Niccone, Montone, San Giustino, Pietralunga e Umbertide). Attraverso le risorse nazionali che sono state assegnate dalla Regione Umbria al Comune di Città di Castello, in qualità di capofila della Zona Sociale 1, il servizio opererà in convenzione con l'APS CO.ME.TE. di Perugia, soggetto selezionato con un avviso pubblico che collaborerà alla realizzazione di azioni, interventi e progetti che struttureranno l’attività del Centro per le famiglie e saranno a disposizione della collettività. Il gruppo di lavoro dell’APS CO.ME.TE. è composto da cinque psicologi psicoterapeuti, con specifiche competenze in ambito familiare, sistemico-relazionale e psicoeducativo: Filippo Mazzi, Giulia Vinti, Chiara Oricchio, Gaia Luzzi e Alice Picchi. Il gruppo dei professionisti sarà affiancato in alcune attività da giovani volontari. Il Centro per le famiglie ha già avviato la propria attività con alcuni servizi, a cominciare da “Famiglie al centro”, lo sportello gratuito in convenzione con APS CO.ME.TE partito lo scorso primo luglio, che ha ricevuto finora 34 richieste da singole persone, coppie e nuclei familiari con provenienza da quasi tutti gli otto Comuni dell’Alta Valle del Tevere. Lo sportello si qualifica come punto di riferimento per l’ascolto, il supporto e l’orientamento dei genitori (in relazione alle diverse tappe del ciclo vitale dei figli), della coppia (per migliorare aspetti comunicativi e sostenerla nelle fasi di crisi e di conflitto anche con l'accesso all'intervento di mediazione familiare), dei genitori di figli con disabilità (come sostegno a chi si prende cura). L’accesso al servizio avviene su appuntamento, attraverso un recapito telefonico (3493200195) e un indirizzo di posta elettronica (centroperlefamiglie@comune.cittadicastello.pg.it) dedicati. La stretta e costante collaborazione con l’APS CO.ME.TE. permetterà di aggiungere allo sportello nuove progettualità, alcune già in cantiere, a disposizione di genitori e bambini. L’intenzione, sulla base delle sinergie in atto con i servizi sanitari e scolastici, è quella di lavorare con adulti, bambini e ragazzi attraverso modalità di gruppo, tenendo conto di quanto la condivisione tra persone sia uno strumento efficace di supporto e di attivazione di percorsi di cambiamento. Tra i progetti già avviati c’è anche “Divento padre”, in convenzione con APS CO.ME.TE e in collaborazione con il Servizio Consultorio del Distretto Alto Tevere dell’USL Umbria 1. Dallo scorso mese di giugno il calendario degli incontri dei Corsi di Accompagnamento alla Nascita, CAN, vede la proposta di due incontri, uno pre e uno post nascita, rivolti in modo esclusivo alla figura paterna. Uno spazio di ascolto e confronto per aiutare i futuri e nuovi padri a sentirsi parte attiva della nuova dimensione relazionale collegata alla nascita di un figlio, favorendo il dialogo e la condivisione dei reciproci vissuti emotivi. Un’esperienza appena partita, lo scorso 3 ottobre, è quella di “Nel bosco con papà”, sempre in convenzione APS CO.ME.TE.. In collaborazione con il Comune di Umbertide, l’iniziativa è consistita nella prima uscita in un laboratorio guidato dallo psicologo psicoterapeuta Filippo Mazzi (CO.ME.TE.), che ha proposto una breve escursione nel bosco di Monte Corona per rafforzare la relazione padre-figlio attraverso la stimolazione guidata di una buona condivisione emotiva. Il coinvolgimento di padri, madri e figli tra i 5 e 12 anni in piccole attività creative per arrivare a sviluppare un momento condiviso delle proprie capacità ludiche è l’obiettivo dei “Laboratori creativi per bambini e genitori”, condotti dall’artista Fanette Cardinali, che si svolgono il sabato mattina dalle ore 10.00 alle ore 12.00. “Maneggiare con cura” è, invece, il titolo del percorso informativo-formativo su un tema di grande attualità quale quello dell’educazione digitale degli adulti e dei bambini, che l’avvocato Stefania Crema e lo psicologo psicoterapeuta Roberto Porro hanno avviato lo scorso aprile in collaborazione con le scuole pubbliche e paritarie del territorio della Zona Sociale 1. Gli incontri hanno stimolato pensieri e riflessioni su cosa possono fare insegnanti e genitori per educare i bambini e le bambine ad entrare in contatto in modo sano con la tecnologia che li circonda e come possono proteggerli da comportamenti a rischio.