Sabato 22 e domenica 23 agosto le Fiere di San Bartolomeo tornano all’antica con una vetrina straordinaria degli animali della tradizione agricola e zootecnica dell’Umbria. La sinergia e l’unità di intenti tra amministrazione comunale tifernate e allevatori del territorio e della regione, con l’Associazione Allevatori dell'Umbria e delle Marche (AAUM) e l’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne (ANABIC) in prima linea, per la prima volta dopo anni riporterà alla manifestazione il fascino della competizione, con oltre 30 capi che si sfideranno nel parco comunale Alexander Langer nella Mostra regionale della razza Chianina, all’interno di un campo gara che sarà appositamente allestito per l’evento. Un ritorno al passato che va dritto al cuore della zootecnia dell’Umbria: con 450 aziende e 13.000 la regione è, infatti, diventata la prima della Penisola per l’allevamento della Chianina, con esperienze di assoluta eccellenza. Accanto ai magnifici e maestosi bovini che saranno in gara, l’edizione 2026 delle Fiere di San Bartolomeo accoglierà nella Mostra zootecnica una vasta rappresentanza di ovini, caprini, avicoli ed equini, che faranno bella mostra di sé all’interno dell’area del parco Langer, quest’anno interamente dedicata al mondo dell’agricoltura e della zootecnia, con il coinvolgimento dei produttori locali e un focus speciale riservato alle tradizioni del passato, grazie ai trattori del Club Landini d'Epoca Alto Tevere (CLEAT). Dopo la graditissima partecipazione dell’anno scorso, particolarmente apprezzata dai visitatori della manifestazione, alle Fiere di San Bartolomeo saranno ancora di scena i reparti speciali di Carabinieri, Polizia di Stato e Vigili del Fuoco, che illustreranno competenze e abilità delle unità cinofile e di tutela ambientale dei rispettivi corpi con attività dimostrative e laboratoriali. Una proposta curiosa e interessante, sia per i bambini che per gli adulti, alla quale contribuirà con la propria esperienza nell’addestramento l'Associazione Cinofila I Lupi dell'Umbria ODV. Oltre alla possibilità di ammirare da vicino animali di tutte le razze, i visitatori più piccoli potranno divertirsi con la fattoria didattica di Dora, che proporrà giochi e laboratori incentrati sul legame speciale tra uomo e animale, ma anche con il battesimo del pony, insieme ai centri ippici della vallata. L’area del parco Langer darà modo di gettare uno sguardo anche sulle tradizioni della città: quelle dell’epoca rinascimentale e della cultura popolare locale, grazie, rispettivamente alla Compagnia dei Balestrieri di Città di Castello e alla Pro Loco di Piosina (che garantirà anche un supporto organizzativo), ma anche quella gastronomica, con lo stand della Società rionale Madonna del Latte. Nel rispetto della tradizione della manifestazione, non mancherà la fiera delle merci, che quest’anno si svolgerà nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 agosto e sarà concentrata interamente nel centro storico, tra piazza Matteotti, piazza Fanti e piazza Gabriotti. L’edizione 2026 delle Fiere di San Bartolomeo è stata presentata stamattina in conferenza stampa dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri, insieme a tutti i protagonisti dell’evento. “Quest’anno avremo un’edizione speciale delle Fiere di San Bartolomeo, che segnerà un cambio di passo importante della manifestazione, grazie alla collaborazione fattiva che l’amministrazione comunale ha intessuto, a partire dalle fasi progettuali, sia con l’AAUM che con l’ANABIC, insieme agli allevatori locali”, hanno dichiarato Secondi e Guerri. “Un'organizzazione a quattro mani – hanno spiegato gli amministratori - rispettosa di tutto l’attaccamento a questo evento storico della città testimoniato dai nostri allevatori e dai nostri agricoltori, che non rappresentano soltanto una parte importante dell’economia di Città di Castello, ma anche un legame profondo con i valori e le tradizioni di questo territorio. Ecco perché abbiamo cercato di raccontare tutto ciò che è stato, tutto ciò che è, ma anche tutto quello che sarà nel mondo dell’agricoltura e della zootecnia della vallata attraverso una vetrina importante, attraverso una programmazione capace di far capire anche alle generazioni più giovani l’importanza di professionalità, competenze ed esperienze di cui c’è stato, c’è e ci sarà ancora molto bisogno. Per questo – hanno puntualizzato Secondi e Guerri - il 22 e 23 agosto al Parco Langer ci saranno tantissimi animali ed esposizioni di razze differenti, a partire, ovviamente, dalla Chianina, che sarà assoluta protagonista con il ritorno di una competizione di categoria importante come la Mostra regionale, fino a ovini, caprini, avicoli ed equini. Per questo, come di consueto, ci saranno tante curiosità e tante attività per grandi e piccini che sottolineeranno il rapporto fra uomo e animale, un tratto distintivo della manifestazione che approfondiremo ed esalteremo anche grazie al contributo importante dei reparti speciali delle forze dell’ordine e del soccorso, di nuovo insieme a noi con i loro reparti cinofili. Non mancherà, poi, l’atteso appuntamento con la fiera delle merci, che quest’anno sarà interamente allestita nelle piazze principali all’interno delle mura urbiche e si svolgerà nelle giornate di sabato e domenica”. Sindaco e assessore hanno rimarcato il contributo fondamentale per la buona riuscita dell’evento non solo degli allevatori del territorio, ma anche della Pro Loco di Piosina, della Società rionale Madonne del Latte e della Compagnia dei Balestrieri di Città di Castello, rappresentate nell’incontro con la stampa, rispettivamente, dal presidente Luigi Perugini, dal tesoriere Mauro Burani, dalla segretaria Paola Bazzurri e dal consigliere Federico Fodaroni. A parlare della “rilevanza strategica della zootecnia in Umbria, specialmente come presidio del territorio, delle aree interne”, sono stati il direttore di AAUM Emiliano Ciarini e il direttore di ANABIC Andrea Quaglia, che hanno ringraziato l’amministrazione comunale per l’impegno a valorizzare il settore. “La maggioranza dei nostri associati alleva allo stato brado e semibrado, quindi parliamo di un’attività sicuramente di grande sostenibilità ambientale, che ha nella propria missione la salvaguardia della biodiversità e dell'assetto anche ambientale del territorio”, ha puntualizzato Ciarini. “La mostra regionale delle Fiere di San Bartolomeo – ha detto - sarà una vetrina importantissima, con più di 30 soggetti di razza Chianina iscritti al Libro Genealogico in gara. Oltre a questo, avremo una bella rappresentanza di ovicaprini allevati nel territorio, che costituiscono anch'essi una parte importante del patrimonio zootecnico regionale”. A rimarcare “la soddisfazione per l’entusiasmo che abbiamo sentito intorno alle Fiere di San Bartolomeo da parte degli allevatori e dell'amministrazione comunale” è stato Quaglia, che ha sostenuto: “È importante che al ‘mestiere’ di allevatore venga riconsegnata la dignità e la considerazione che merita dopo anni di fake-news e di vera e propria denigrazione, anche per incentivare i giovani ad intraprendere questa importante attività”. Un riferimento al ricambio generazionale che a Città di Castello si può toccare con mano grazie a storie come quella della giovanissima Lavinia Bianchini, 18 anni ancora da compiere, che nella conferenza stampa di stamattina ha dato con la sua presenza sembianze concrete all’amore e alla passione per gli animali che si rigenera nelle famiglie degli allevatori. Da anni impegnata in prima linea nell’azienda di casa e vincitrice del premio “Maremma” alle Fiere di San Bartolomeo per la sua precoce esperienza nella zootecnia, Lavinia quest’anno ha rinunciato alle vacanze estive con i genitori per stare accanto al nonno Francesco Fedeli, storico allevatore del territorio, aiutarlo ad accudire gli animali e a preparare la partecipazione alle manifestazione di Città di Castello, dove sarà protagonista con l’imponente toro di razza Chianina Oscar, 4 anni di età e 16 quintali di peso. Una testimonianza e un esempio che sono stati sottolineati con apprezzamento dal sindaco Secondi e dall’assessore Guerri, insieme all’esperienza paradigmatica di nonno Francesco, per tutti “Franco”, che in conferenza stampa ha raccontato insieme a un altro allevatore storico del territorio, Cesare Lucaccioni, la profonda passione che anima chi lavora nel settore. “L’allevatore è un presidio importante del territorio che non deve scomparire, perché porta con sé cultura, passione, competenza e presenza che sono un valore aggiunto per la comunità”, hanno evidenziato Fedeli e Lucaccioni. “Abbiamo bisogno di essere sostenuti dalle istituzioni con azioni concrete, che sono a salvaguardia della zootecnia, ma sono a salvaguardia anche dell’ambiente e dell’identità di un territorio. Un aiuto che dev’essere anche contro gli stereotipi culturali, che troppo spesso offendono chi, come noi, si dedica agli animali con amore e profondo rispetto”.
Sabato 22 e domenica 23 agosto al parco Langer le Fiere di San Bartolomeo tornano all’antica con una vetrina straordinaria degli animali della tradizione agricola e zootecnica dell’Umbria
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Data:
07 Agosto 26
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