L’ideale di libertà per il quale si è battuto e sacrificato Venanzio Gabriotti è più vivo che mai. Partecipazione sentita alle celebrazioni dell’82° anniversario della fucilazione dell’eroe tifernate

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09 Maggio 26

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L’ideale di libertà per il quale si è battuto e sacrificato, Venanzio Gabriotti è più vivo che mai. Partecipazione sentita alle celebrazioni dell’82° anniversario della fucilazione dell’eroe tifernate per rendere omaggio e testimoniare la continuità generazionale dell’esempio e del messaggio che la storia ha consegnato alla comunità locale e non solo.  Vivo più che mai l’ideale di libertà per il quale si è battuto Venanzio Gabriotti e in nome del quale è morto. A dargli intenso significato sono anche i suoi discendenti, i familiari  che anche oggi hanno commosso e colpito per l’amore nei confronti del proprio congiunto, simbolo della rinascita democratica dell’Italia, ma anche e soprattutto per l’attaccamento ai valori che ha sostenuto e che incarna. Valori di cui si sono fatti interpreti il sindaco, Luca Secondi, unitamente ai membri della giunta, Giuseppe Bernicchi,  Benedetta Calagreti e Rodolfo Braccalenti, da alcuni componenti della massima assise cittadina, Emanuela Arcaleni, la consigliera regionale, Letizia Michelini, il presidente dell’Istituto di Storia Politica e Sociale Venanzio Gabriotti, Alvaro Tacchini e la presidente dell’ANPI, Anna Maria Pacciarini, che è intervenuta a nome di tutte le associazioni combattentistiche: presenti i rappresentanti delle forze dell’ordine, carabinieri, guardia di finanza, polizia di stato, polizia stradale ed i vigili del fuoco. Partecipata e densa di commossa la parentesi vissuta sul luogo dell’estremo sacrificio dell’eroe tifernate, sul greto del torrente Scatorbia, preceduta nella Cappella dei Martiri della Libertà del cimitero monumentale, dalla celebrazione religiosa officiata dal vicario della diocesi di Città di Castello don Andrea Czortek e proseguita, presso il famedio, con la deposizione di una corona di alloro ai piedi del monumento ai caduti nelle due guerre mondiali scandita dalle note della tromba della Filarmonica “G. Puccini”.  “Siamo qui per continuare la tradizione, prima di nostro zio Marcello e, poi, di nostro nonno Giorgio, per ricordare e commemorare Venanzio Gabriotti, eroe di guerra e medaglia d’oro al valore. Siamo felici di continuare questo ricordo. Il nostro desiderio è che la sua vita, le sue azioni, il suo coraggio e il suo sacrificio siano di esempio per noi giovani, affinché possiamo impegnarci in ciò in cui crediamo e costruire con il nostro lavoro un mondo che speriamo sia migliore”, ha affermato Giorgia Pellegrini, presente assieme al fratello Luca , alla mamma Arianna Fondi, ai figli e nipoti discendenti di Venanzio Gabriotti che da anni partecipano alle celebrazioni. Dopo il passaggio sul greto della Scatorbia, la delegazione istituzionale guidata dal gonfalone del comune e dai vessilli delle associazioni combattentistiche, ha raggiunto piazza Gabriotti per la deposizione dell’ultima corona di alloro sulla torre civica, grazie ai Vigili del Fuoco di Città di Castello. I canti degli alunni delle scuole primarie del primo circolo didattico hanno fatto da colonna sonora ad una testimonianza pubblica dell’anniversario della fucilazione di Gabriotti a cui si sono uniti anche alcuni cittadini. “Ogni anno la significativa presenza dei bambini e bambine delle scuole, i loro canti danno senso e futuro a queste ricorrenze che non saranno  mai rituali come il 25 Aprile. Essere qui a ricordare il sacrificio di Venanzio Gabriotti e tanti eroi come lui che hanno dato la vita per la libertà è e sarà sempre un dovere ed una responsabilità che attraverserà intere generazioni, la speranza che non dovrà mai spengersi”, ha dichiarato il sindaco Luca Secondi. “Sul greto del torrente Scatorbia – ha sottolineato Alvaro Tacchini, presidente dell’Istituto di storia sociale “Venanzio Gabriotti” -  82 anni fa, un plotone di esecuzione di militi fascisti fucilava Venanzio Gabriotti. Erano un gruppo di ventenni, cresciuti nel regime e culturalmente plasmati dalla dittatura, che uccideva un uomo più anziano dei loro stessi padri, colpevole solo di credere nella democrazia e nella libertà. Era il tentativo di cancellare, eliminando un simbolo dell’antifascismo, gli ideali che si opponevano alla dittatura fascista e alla guerra scatenata dal nazi-fascismo. Grazie alla Resistenza, però, quegli ideali sono sopravvissuti, alimentati anche dal sacrificio di Gabriotti”. Profondo ricordo e tanta commozione nelle parole di Anna Maria Pacciarini, presidente Anpi Città di Castello: “commemoriamo un uomo che, ucciso dai nazifascisti, è morto per tutti noi. Su questo sacrificio si fonda la nostra identità di cittadini che, grazie a persona come lui, hanno ottenuto la libertà e vivere in pace. La morte di Venanzio Gabriotti ci dà un messaggio di speranza: se si è sacrificato in un periodo in cui il futuro era oscuro, anche noi dobbiamo sperare che i tempi bui in cui stiamo vivendo si possano dissolvere. La speranza non può e non deve mai venire meno, ma ci vuole l'impegno di tutti”. D’intesa con le scuole, la consegna dei premi avverrà nei prossimi giorni all’interno degli stessi istituti scolastici per poter così garantire la ricaduta didattica dell’iniziativa.  

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