<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<rss version="2.0">
<channel>
<title>Ultime notizie</title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/pagsistema.html</link>
<description>Le ultime notizie dal nostro portale</description>
<item>
<title><![CDATA[A Città di Castello Famiglie al centro, uno sportello gratuito per lascolto, il supporto e lorientamento dei genitori residenti in Altotevere ]]></title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/636687/pagsistema.html</link>
<description><![CDATA[<div></div><div><div style="width:80px;max-height:80px;border:1px solid #AAAAAA;padding:0px;background:#FFFFFF;overflow:hidden;"><img width="100px" src="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261961536131O__OFamigliealcentro.jpg" style="width:100px;" /></div></div><div><p>&ldquo;Famiglie al centro&rdquo; è lo sportello gratuito che il Comune di Città di Castello, come capofila della Zona Sociale 1, mette a disposizione dei genitori residenti in Altotevere che abbiano bisogno di ascolto, supporto e orientamento nella gestione dei rapporti con i figli, di fronte alle criticità delle diverse fasi di crescita dei bambini, pure con disabilità, ma anche nella relazione di coppia. Un servizio che non c&rsquo;era, diretto, a portata di mano e senza alcun costo, specchio di una comunità che si prende la responsabilità di pensare al benessere delle famiglie, alla valorizzazione e al supporto del ruolo genitoriale e della relazione con i figli. &ldquo;L&rsquo;esperienza nasce dalla stretta e concreta collaborazione tra il personale del Centro per le Famiglie della Zona Sociale 1, il servizio pubblico che abbiamo istituito a fine 2025 e che si trova lungo viale Nazario Sauro all&rsquo;interno dell&rsquo;ex seminario vescovile, e il team dei professionisti dell&#39;APS CO.ME.TE di Perugia&rdquo;, spiega l&rsquo;assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti. &ldquo;L&rsquo;obiettivo dello sportello è di accompagnare i genitori nelle diverse tappe del ciclo vitale dei figli, dalla perinatalità all&rsquo;infanzia e all&rsquo;adolescenza. Una specifica area di attenzione è rivolta anche alla coppia, sia per migliorare gli aspetti comunicativi, sia per accompagnarla nelle fasi di crisi e di conflitto che i genitori possono attraversare nella loro storia familiare, prevedendo anche l&#39;accesso all&#39;intervento di mediazione familiare, in caso di separazione e divorzio. Lo sportello di ascolto, inoltre, è a disposizione anche dei genitori di figli con disabilità, proponendosi come un prezioso ambito di sostegno nei confronti dei caregiver, ovvero di chi è chiamato a prendersi cura di bisogni particolari&rdquo;. L&#39;accesso allo sportello di ascolto, situato in viale Nazario Sauro all&rsquo;interno dell&rsquo;ex seminario vescovile, avviene su appuntamento, attraverso un recapito telefonico (3493200195) e un indirizzo di posta elettronica (centroperlefamiglie@comune.cittadicastello.pg.it) dedicati. Per il ricevimento dei genitori sono disponibili fasce orarie sia al mattino (lunedì e sabato), che nel pomeriggio (martedì, mercoledì e giovedì). </p>
</div>]]></description>
<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 15:36:19 +0200</pubDate>
<author>protocollo@comune.cittadicastello.pg.it (Comune di Città di Castello)</author>
<enclosure url="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261961536131O__OFamigliealcentro.jpg" length="1569170" type="image/jpeg" />
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lavori lungo la pista ciclopedonale del Tevere: accesso limitato nella mattinata di venerdì 17 luglio per la presenza di macchine operatrici]]></title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/636688/pagsistema.html</link>
<description><![CDATA[<div></div><div><div style="width:80px;max-height:80px;border:1px solid #AAAAAA;padding:0px;background:#FFFFFF;overflow:hidden;"><img width="100px" src="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261961538131O__OLavoriAfor.jpg" style="width:100px;" /></div></div><div><p>Venerdì 17 luglio, nella fascia oraria 6.00-12.00, il tratto della pista ciclopedonale del Tevere compreso tra l&rsquo;incrocio con il viale alberato proveniente dal parco comunale Alexander Langer e il ponticello sul fosso Reglia dei Mulini sarà interessato da lavori forestali con presenza di macchine operatrici in movimento. Lo rende noto AFOR Umbria, che nella giornata di oggi ha iniziato l&rsquo;intervento nell&rsquo;ambito del Progetto LIFE Imagine Umbria per la capitozzatura delle robinie. Opportuna segnaletica di cantiere sarà apposta dal personale dell&rsquo;agenzia agli accessi all&rsquo;area nelle varie direttrici per disciplinare il passaggio degli utenti della pista e assicurare le necessarie condizioni di sicurezza. Si raccomanda, comunque, prudenza nell&rsquo;attraversare il tratto interessato dai lavori.</p>
</div>]]></description>
<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 15:38:20 +0200</pubDate>
<author>protocollo@comune.cittadicastello.pg.it (Comune di Città di Castello)</author>
<enclosure url="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261961538131O__OLavoriAfor.jpg" length="470361" type="image/jpeg" />
</item>
<item>
<title><![CDATA[Proposta di intitolazione dellospedale alle sorelle Olga e Clara Mariani: interrogazione di Luciana Bassini (Gruppo Misto-Azione)]]></title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/636634/pagsistema.html</link>
<description><![CDATA[<div></div><div><div style="width:80px;max-height:80px;border:1px solid #AAAAAA;padding:0px;background:#FFFFFF;overflow:hidden;"><img width="100px" src="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/3245_Ospedale.jpg" style="width:100px;" /></div></div><div><p>Proposta di intitolazione dell&rsquo;ospedale di Città di Castello alle sorelle Olga e Clara Mariani: interrogazione della consigliera comunale, Luciana Bassini (Gruppo Misto-Azione). &ldquo;Premesso che le sorelle Olga e Clara Mariani hanno lasciato alla Città una delle più importanti testimonianze di altruismo e generosità, destinando il loro patrimonio a sostegno dell&#39;ospedale cittadino e dell&#39;assistenza ai malati. Il loro gesto rappresenta un patrimonio morale e civile che appartiene all&#39;intera comunità tifernate. Il lascito delle sorelle Mariani interpretava pienamente i valori della solidarietà e dell&#39;attenzione verso le persone più fragili. Considerato che ad oggi &ndash; prosegue Bassini nell&rsquo;interrogazione - non risulta che la città abbia dedicato alle sorelle Mariani un riconoscimento pubblico proporzionato all&#39;importanza del loro gesto. Intitolare l&#39;ospedale cittadino alle sorelle Olga e Clara Mariani costituirebbe un atto di gratitudine e di memoria, capace di trasmettere alle future generazioni il valore della solidarietà, del servizio alla comunità e della responsabilità civica. Un ospedale non è soltanto un luogo di cura, ma anche un simbolo dei valori di umanità, vicinanza e sostegno ai cittadini.&rdquo; Per queste motivazioni la consigliera Bassini interroga il sindaco e la giunta &ldquo;per conoscere se ci sia disponibilità all&rsquo;interno dell&rsquo;Amministrazione per avviare un confronto con la direzione dell&#39;azienda Usl Umbria 1 e con la Regione Umbria al fine di valutare l&rsquo;intitolazione di cui sopra al fine di restituire alle sorelle Mariani il riconoscimento pubblico che meritano&rdquo;.</p>
</div>]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:45:37 +0200</pubDate>
<author>protocollo@comune.cittadicastello.pg.it (Comune di Città di Castello)</author>
<enclosure url="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/Ospedale.jpg" length="808" type="text/html" />
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oltre 200 tifernati e turisti per il ritorno dello Stendardo di Raffaello nella Pinacoteca Comunale dopo il restauro e la mostra al MET di New York]]></title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/636608/pagsistema.html</link>
<description><![CDATA[<div></div><div><div style="width:80px;max-height:80px;border:1px solid #AAAAAA;padding:0px;background:#FFFFFF;overflow:hidden;"><img width="100px" src="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261941736241O__OBentornatoRaffaello21.jpg" style="width:100px;" /></div></div><div><p>Oltre 200 tifernati hanno salutato il ritorno dello Stendardo, che è tornato a casa nella sua Pinacoteca Comunale di Città di Castello, secondo museo dell&rsquo;Umbria, che per l&rsquo;occasione l&rsquo;ha accolto con un nuovo allestimento, dedicato allo Stendardo, ora nella rinnovata Sala Raffaello e a Luca Signorelli, di cui conserva opere di grande rilevanza come Pala di San Sebastiano e la Pala di Santa Cecilia, di recente attribuzione.</p>

<p> </p>

<p>Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Luca Secondi, l&rsquo;assessore alla Cultura e Patrimonio Michela Botteghi, la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l&rsquo;Umbria Francesca Valentini, il direttore dell&rsquo;Istituto centrale per il Restauro di Roma Luigi Olivi. Erano presenti il vicesindaco Giuseppe Bernicchi e l&rsquo;assessore Benedetta Calagreti, i consiglieri comunali Monia Paradisi ed Andrea Lignani Marchesani, l&rsquo;onorevole Catia Polidori, Letizia Michelini e Cristian Betti, membri dell&rsquo;Assemblea legislativa della Regione Umbria il sindaco di Citerna Enea Paladino, per la Provincia di Perugia Gianluca Moscioni, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Alessandro Leveque le forze dell&rsquo;ordine con il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Città di Castello Massimiliano Croce e la comandante della Compagnia della Guardia di Finanza Claudia Mossali.</p>

<p> </p>

<p>Durante la presentazione sono state annunciate le prossime tappe di un progetto di valorizzazione che non si interrompe con il ritorno dell&rsquo;opera nella Pinacoteca: in autunno è prevista una giornata di studi dedicata agli studi e alla diagnostica che hanno accompagnato l&rsquo;intervento di restauro e a marzo la pubblicazione di un volume sul restauro-pilota compiuto sullo Stendardo. Contemporaneamente l&rsquo;ICR sta lavorando ad un prodotto multimediale di Stendardo digitale, grazie al quale sarà possibile vedere l&rsquo;opera nel suo farsi e senza le lacune.</p>

<p>Inoltre è stato annunciato il progetto di riallestimento complessivo della Pinacoteca che l&rsquo;Amministrazione realizzerà con il supporto della Soprintendenza e il cui obiettivo è ripensare il museo come museo contemporaneo nell&rsquo;accessibilità, nel percorso espositivo, della proposizione delle molte opere e dei capolavori senza tempo che custodisce.</p>

<p> </p>

<p> </p>

<p>L&rsquo;opera. Lo stendardo, dipinto a olio, è in realtà composto da due tele di circa 167 x 94 cm, che un tempo formavano le due facce di un unico gonfalone processionale: un manufatto che veniva portato per le vie della città durante le feste religiose. Lo aveva commissionato la Confraternita della Santissima Trinità, fondata nel 1266, un sodalizio che gestiva un ospedale cittadino e che partecipava alle processioni più sentite dell&#39;anno, dal Corpus Domini al Venerdì Santo. Su un lato compare la Trinità con i santi Sebastiano e Rocco, i due protettori tradizionalmente invocati contro la peste, mentre sull&rsquo;altro è raffigurata la Creazione di Eva, con Dio Padre che trae la donna dal fianco di Adamo addormentato in un paesaggio che richiama da vicino la campagna umbra. Non è un dettaglio casuale: secondo una parte della critica, lo stendardo sarebbe un vero e proprio ex voto, commissionato al termine di una grave epidemia di peste che colpì Città di Castello tra il 1497 e il 1499 - ricerche d&#39;archivio recenti hanno permesso di fissare la fine del contagio entro il gennaio di quell&#39;anno.</p>

<p> </p>

<p>L&rsquo;opera appartiene al primissimo periodo tifernate di Raffaello, quando il giovanissimo pittore arrivò in città, secondo Vasari, proprio mentre il Perugino la lasciava per Firenze. A Città di Castello Raffaello si trovò a confrontarsi da vicino con Luca Signorelli, all&rsquo;epoca l&#39;artista dominante in zona: le loro pale venivano spesso collocate l&rsquo;una di fronte all&rsquo;altra nella stessa chiesa, quasi a invitare fedeli e committenti a un paragone diretto.</p>

<p> </p>

<p>Sulla datazione esatta gli studiosi non concordano. Chi la colloca nel 1499 la legge come la primissima opera realizzata da Raffaello a Città di Castello, ancora prima della pala per Andrea Baronci (il cui contratto porta la data del dicembre 1500). Altri preferiscono una cronologia più tarda, intorno al 1501-1502, tra la pala Baronci e la Crocifissione Mond, leggendo lo stendardo non come debutto ma come opera già matura del soggiorno tifernate del pittore.</p>

<p> </p>

<p>Il restauro. L&rsquo;esito più significativo dell&rsquo;intervento è rappresentato dal recupero di un&rsquo;estesa porzione del disegno preparatorio originale, tracciato da Raffaello direttamente sulla tela prima della stesura della preparazione. Rimasto finora nascosto sotto i materiali accumulatisi nel corso dei restauri storici, il disegno è oggi leggibile nelle aree prive di pittura e offre una testimonianza diretta del processo creativo dell&rsquo;artista. La scoperta rende visibili profili, dettagli e aspetti iconografici finora soltanto ipotizzabili e costituisce un importante contributo agli studi sulla tecnica esecutiva e sulla fase progettuale del giovane Raffaello.</p>

<p> </p>

<p>&ldquo;Il ritorno dello Stendardo alla Pinacoteca Comunale rappresenta dunque non soltanto il rientro di un capolavoro restaurato, ma anche un momento di forte valore identitario per Città di Castello: un&rsquo;occasione per riscoprire il rapporto tra la città e il giovane Raffaello, che proprio qui ricevette alcune delle sue prime commissioni fondamentali e iniziò ad affermare il proprio nome nel panorama artistico del Rinascimento italiano&rdquo; dichiarano il sindaco Luca Secondi e l&rsquo;assessore alla Cultura Michela Botteghi &ldquo;Per l&rsquo;Amministrazione lo Stendardo è anche l&rsquo;esempio di una buona e proficua collaborazione tra i diversi livelli del sistema pubblico, grazie alla quale è stato possibile valorizzare lo Stendardo, nel rispetto delle esigenze di tutela e conservazione. Negli ultimi anni abbiamo investito molto nella Pinacoteca, con l&rsquo;obiettivo di renderlo un museo vivo, dove le opere parlano il linguaggio senza tempo del Rinascimento italiano, una stagione umana e intellettuale, che è ancora di grande ispirazione per i contemporanei. La partecipazione alla mostra del MET, premiata da un successo di visitatori enorme, una media di 6.800 al giorno, secondo i dati ufficiali, ha permesso allo Stendardo, con la sua nuova e migliorata visibilità di essere conosciuto da una platea internazionale e siamo certi che questa esposizione è stata importante anche per i suoi effetti sulla promozione del territorio&rdquo;. </p>
</div>]]></description>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 17:41:01 +0200</pubDate>
<author>protocollo@comune.cittadicastello.pg.it (Comune di Città di Castello)</author>
<enclosure url="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261941736241O__OBentornatoRaffaello21.jpg" length="1423400" type="image/jpeg" />
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Comune di Città di Castello selezionerà rilevatori di censimento per il triennio 2026-2028: domande entro il 31 luglio 2026]]></title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/636606/pagsistema.html</link>
<description><![CDATA[<div></div><div><div style="width:80px;max-height:80px;border:1px solid #AAAAAA;padding:0px;background:#FFFFFF;overflow:hidden;"><img width="100px" src="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/5526_Ufficio Elettorale-Anagrafe-POlizia Municipale 2.jpg" style="width:100px;" /></div></div><div><p>In occasione del censimento permanente della popolazione e delle abitazioni dell&#39;ISTAT, il Comune di Città di Castello ha pubblicato un bando per l&#39;assegnazione di incarichi di rilevatore per il triennio 2026-2027-2028. Chi è in possesso dei requisiti per partecipare alla selezione potrà presentare domanda all&rsquo;ente entro il termine perentorio delle ore 12.00 del 31 luglio 2026, utilizzando il modulo apposito e allegando un curriculum vitae. La graduatoria che verrà stilata avrà valore per il periodo di coinvolgimento del Comune nelle attività del censimento permanente della popolazione e, comunque, al massimo per tre anni, salvo esaurimento della stessa o indizione di nuovo apposito bando. Ad essa si attingerà anche in caso di eventuale rinuncia o sollevamento dall&#39;incarico, che si configura come prestazione di lavoro autonomo occasionale. In allegato il bando pubblico e il modulo di domanda</p>
</div>]]></description>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 16:58:28 +0200</pubDate>
<author>protocollo@comune.cittadicastello.pg.it (Comune di Città di Castello)</author>
<enclosure url="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/Ufficio Elettorale-Anagrafe-POlizia Municipale 2.jpg" length="849" type="text/html" />
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lassessore Braccalenti risponde a Lignani Marchesani (Castello Civica) sulla tratta Città di Castello-Sansepolcro della ex FCU: Importante che siano stati sbloccati i 55 milioni. Chiederemo unaudizione in commissione consiliare allassessore De Rebotti, ma anche all'amministratore unico di Umbria TPL Mobilità Giacchetti"]]></title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/636636/pagsistema.html</link>
<description><![CDATA[<div></div><div><div style="width:80px;max-height:80px;border:1px solid #AAAAAA;padding:0px;background:#FFFFFF;overflow:hidden;"><img width="100px" src="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/6399_Fcu 2.jpg" style="width:100px;" /></div></div><div><p>&ldquo;Sapere che i 55 milioni di euro per la sistemazione della tratta ferroviaria Città di Castello - Sansepolcro sono stati sbloccati è un fatto importante. La Regione si è detta pronta a procedere nei prossimi giorni alle varie fasi di stipula della convenzione con RFI e alla firma della consegna dei lavori, che consentiranno di avviare il completamento dell&rsquo;ammodernamento dell&rsquo;ultima tratta della ex FCU, restituendo all&rsquo;Alta Valle del Tevere un&rsquo;infrastruttura moderna e sicura. Già a suo tempo il sindaco Luca Secondi aveva sollecitato la Regione a completare i lavori e come amministrazione comunale seguiremo da vicino la vicenda, chiedendo tempi certi per la riapertura della tratta. Sarà anche nostra cura trasmettere la richiesta di audizione in commissione consiliare all&#39;assessore regionale ai trasporti De Rebotti e, contestualmente, inviteremo anche l&#39;amministratore unico di Umbria TPL Mobilità Giacchetti per fare il punto, oltre che sulla rete ferroviaria, anche sullo stato generale del trasporto pubblico locale, sia su ferro che su gomma&rdquo;. L&rsquo;assessore ai Trasporti Rodolfo Braccalenti ha risposto così in consiglio comunale al capogruppo di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani, che con una interrogazione chiedeva aggiornamenti sul ripristino della tratta Città di Castello-Sansepolcro della ex FCU. In aula il consigliere di minoranza aveva evidenziato &ldquo;la situazione kafkiana di un&rsquo;evoluzione della presenza del trasporto su ferro a Città di Castello che nell&#39;ultimo secolo, invece di implementarsi, si è via via sempre più ridotta&rdquo;. &ldquo;Solo 85 anni fa &ndash; aveva osservato - c&#39;era una ferrovia che andava ad Arezzo, a Fossato di Vico, oggi, dopo la ripartenza del settembre 2024, abbiamo un ramo secco che va da Città di Castello a Perugia-Ponte San Giovanni, con una tempistica di trasferimento che è superiore a quella degli anni &#39;80, cioè di 40 anni fa&rdquo;. &ldquo;Di fronte al rimpallo di responsabilità che abbiamo visto in Regione tra le varie parti in causa riguardo all&rsquo;utilizzo di questi 55 milioni e all&rsquo;effettiva potenzialità di aprire i cantieri, con l&rsquo;assessore De Rebeotti che dice che forse alla fine del 2027 potremmo avere le riattivazioni e il consigliere Melasecche, già assessore, che dice che non ce l&#39;avremo prima del 2030 &ndash; aveva evidenziato Lignani Marchesani - vorrei capire il vero stato dell&rsquo;arte, ma soprattutto ottenere un impegno formale da parte dell&#39;amministrazione comunale perché questo rimpallo di responsabilità lasci posto ai cantieri&rdquo;. L&rsquo;esponente di Castello Civica aveva, pertanto, sottoposto l&rsquo;esigenza di &ldquo;un&#39;interlocuzione istituzionale da parte del sindaco, con possibile mandato consiliare unanime, nei confronti dei livelli regionali e nazionali riguardo alle prospettive del trasporto su ferro in Alta Valle del Tevere&rdquo;, ma ancor più &ldquo;la necessità di audire in merito l&#39;assessore regionale al ramo presso la commissione consiliare competente&rdquo;. L&rsquo;assessore Braccalenti ha ricordato che il finanziamento della tratta Città di Castello-Sansepolcro è avvenuto con il fondo per lo sviluppo e la coesione, in particolare con le risorse per la realizzazione di un programma di interventi per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d&rsquo;Assisi specifici per un miglioramento del trasporto nel nostro territorio&rdquo;. L&rsquo;assessore ha fatto presente che, &ldquo;oltre all&rsquo;impegno del sindaco, è stata la costante interlocuzione della presidente della Regione Proietti, in sinergia con vari soggetti e il Governo, a consentire lo sblocco del finanziamento per i lavori di ammodernamento della tratta in questione&rdquo;. Il consigliere Lignani Marchesani ha replicato dicendosi &ldquo;quasi per nulla soddisfatto&rdquo;. &ldquo;Apprezzo il recepimento della proposta di convocare un&rsquo;audizione in commissione consiliare, perché guardare in faccia le persone fa sempre bene e favorisce un&#39;assunzione di responsabilità &ndash; ha chiarito il rappresentante della minoranza - ma non posso non constatare che noi siamo sempre un&#39;isola a sé stante, non considerata neanche Umbria, a prescindere dalle maggioranze che governano la Regione&rdquo;. &ldquo;Ci voleva San Francesco, e quindi ringraziamo i santi, per avere, un po&#39; di soldi. L&#39;anno prossimo c&#39;è l&rsquo;anniversario di Santa Veronica e speriamo che anche in questo casi ci sia un contributo straordinario per qualche altra infrastruttura. Facciamoci sentire, andiamo a chiedere qualche cosa anche in suo nome&rdquo;, ha concluso Lignani Marchesani.</p>
</div>]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:55:51 +0200</pubDate>
<author>protocollo@comune.cittadicastello.pg.it (Comune di Città di Castello)</author>
<enclosure url="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/Fcu 2.jpg" length="849" type="text/html" />
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bentornato, Raffaello! Lo Stendardo della Santissima Trinità torna nella Pinacoteca Comunale dopo il restauro e la mostra al MET di New York: prima opera autografa di Raffaello è lunica opera mobile dellartista in Umbria]]></title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/636609/pagsistema.html</link>
<description><![CDATA[<div></div><div><div style="width:80px;max-height:80px;border:1px solid #AAAAAA;padding:0px;background:#FFFFFF;overflow:hidden;"><img width="100px" src="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261941731541O__OBentornatoRaffaello36.jpg" style="width:100px;" /></div></div><div><p>Lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello, prima opera completamente autografa dell&rsquo;artista, è tornato a casa, nella sua Pinacoteca Comunale di Città di Castello, secondo museo dell&rsquo;Umbria, che per l&rsquo;occasione l&rsquo;ha accolto con un nuovo allestimento, dedicato allo Stendardo, ora nella rinnovata &ldquo;Sala Raffaello&rdquo; e a Luca Signorelli, di cui conserva opere di grande rilevanza come Pala di San Sebastiano e la Pala di Santa Cecilia, di recente attribuzione.</p>

<p> </p>

<p>Dopo l&rsquo;importante intervento di restauro condotto dall&rsquo;Istituto Centrale per il Restauro di Roma e dopo la partecipazione alla mostra internazionale &ldquo;Raphael: Sublime Poetry&rdquo;, ospitata al Metropolitan Museum of Art di New York, Città di Castello ha celebrato il ritorno di uno dei suoi capolavori più preziosi.</p>

<p>L&rsquo;opera. Lo stendardo, dipinto a olio, è in realtà composto da due tele di circa 167 x 94 cm, che un tempo formavano le due facce di un unico gonfalone processionale: un manufatto che veniva portato per le vie della città durante le feste religiose. Lo aveva commissionato la Confraternita della Santissima Trinità, fondata nel 1266, un sodalizio che gestiva un ospedale cittadino e che partecipava alle processioni più sentite dell&#39;anno, dal Corpus Domini al Venerdì Santo. Su un lato compare la Trinità con i santi Sebastiano e Rocco, i due protettori tradizionalmente invocati contro la peste, mentre sull&rsquo;altro è raffigurata la Creazione di Eva, con Dio Padre che trae la donna dal fianco di Adamo addormentato in un paesaggio che richiama da vicino la campagna umbra. Non è un dettaglio casuale: secondo una parte della critica, lo stendardo sarebbe un vero e proprio ex voto, commissionato al termine di una grave epidemia di peste che colpì Città di Castello tra il 1497 e il 1499 - ricerche d&#39;archivio recenti hanno permesso di fissare la fine del contagio entro il gennaio di quell&#39;anno.</p>

<p> </p>

<p>L&rsquo;opera appartiene al primissimo periodo tifernate di Raffaello, quando il giovanissimo pittore arrivò in città, secondo Vasari, proprio mentre il Perugino la lasciava per Firenze. A Città di Castello Raffaello si trovò a confrontarsi da vicino con Luca Signorelli, all&rsquo;epoca l&#39;artista dominante in zona: le loro pale venivano spesso collocate l&rsquo;una di fronte all&rsquo;altra nella stessa chiesa, quasi a invitare fedeli e committenti a un paragone diretto.</p>

<p> </p>

<p> </p>

<p> </p>

<p>Sulla datazione esatta gli studiosi non concordano. Chi la colloca nel 1499 la legge come la primissima opera realizzata da Raffaello a Città di Castello, ancora prima della pala per Andrea Baronci (il cui contratto porta la data del dicembre 1500). Altri preferiscono una cronologia più tarda, intorno al 1501-1502, tra la pala Baronci e la Crocifissione Mond, leggendo lo stendardo non come debutto ma come opera già matura del soggiorno tifernate del pittore.</p>

<p> </p>

<p>Il restauro. L&rsquo;esito più significativo dell&rsquo;intervento è rappresentato dal recupero di un&rsquo;estesa porzione del disegno preparatorio originale, tracciato da Raffaello direttamente sulla tela prima della stesura della preparazione. Rimasto finora nascosto sotto i materiali accumulatisi nel corso dei restauri storici, il disegno è oggi leggibile nelle aree prive di pittura e offre una testimonianza diretta del processo creativo dell&rsquo;artista. La scoperta rende visibili profili, dettagli e aspetti iconografici finora soltanto ipotizzabili e costituisce un importante contributo agli studi sulla tecnica esecutiva e sulla fase progettuale del giovane Raffaello.</p>

<p> </p>

<p>&ldquo;Il ritorno dello Stendardo alla Pinacoteca Comunale rappresenta dunque non soltanto il rientro di un capolavoro restaurato, ma anche un momento di forte valore identitario per Città di Castello: un&rsquo;occasione per riscoprire il rapporto tra la città e il giovane Raffaello, che proprio qui ricevette alcune delle sue prime commissioni fondamentali e iniziò ad affermare il proprio nome nel panorama artistico del Rinascimento italiano&rdquo; dichiarano il sindaco Luca Secondi e l&rsquo;assessore alla Cultura Michela Botteghi &ldquo;Per l&rsquo;Amministrazione lo Stendardo è anche l&rsquo;esempio di una buona e proficua collaborazione tra i diversi livelli del sistema pubblico, grazie alla quale è stato possibile valorizzare lo Stendardo, nel rispetto delle esigenze di tutela e conservazione. Negli ultimi anni abbiamo investito molto nella Pinacoteca, con l&rsquo;obiettivo di renderlo un museo vivo, dove le opere parlano il linguaggio senza tempo del Rinascimento italiano, una stagione umana e intellettuale, che è ancora di grande ispirazione per i contemporanei. La partecipazione alla mostra del MET, premiata da un successo di visitatori enorme, una media di 6.800 al giorno, secondo i dati ufficiali, ha permesso allo Stendardo, con la sua nuova e migliorata visibilità di essere conosciuto da una platea internazionale e siamo certi che questa esposizione è stata importante anche per i suoi effetti sulla promozione del territorio&rdquo;. </p>

<p> </p>

<p>Con questo importante appuntamento la Pinacoteca Comunale restituisce al pubblico un&rsquo;opera che appartiene profondamente alla storia della città e che, dopo il restauro e il prestigioso passaggio internazionale al Metropolitan Museum di New York, torna finalmente a casa.</p>

<p> </p>

<p>&ldquo;È sempre bello quando un&rsquo;opera torna a casa e lo Stendardo di Raffaello torna a casa con una nuova storia, infatti, dopo essere stato esposto al Metropolitan museum ed essere stato restaurato&rdquo; ha dichiarato l&rsquo;assessore alla Cultura della Regione Umbria Tommaso Bori, aggiungendo &ldquo;Torna nella Pinacoteca di Città di Castello dove sarà accessibile e visibile. Una vera festa per tutta l&rsquo; Umbria, non a caso la cultura e l&rsquo; arte a distanza di secoli continuano a fare la differenza&rdquo;.</p>

<p>&ldquo;La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l&#39;Umbria ha sostenuto con convinzione dal primo momento l&#39;operazione che ha visto lo stendardo della Santissima Trinità di Raffaello andare a Roma all&#39;Istituto Centrale per il Restauro per una revisione importantissima del suo stato conservativo e di restituzione estetica e a seguire il prestito che ha portato l&#39;opera a New York nell&#39;importantissima mostra curata da Carmen Bambach al Museo Metropolitan&rdquo; ha dichiarato la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l&rsquo;Umbria Francesca Valentini &ldquo;Questa mostra ha portato in luce il valore e probabilmente la primogenitura di quest&#39;opera del giovanissimo Raffaello che ora sta tornando sul territorio di Città di Castello. Il rientro dell&#39;opera nel Museo Civico di Città di Castello testimonia La forte sinergia fra la Soprintendenza, il Ministero della Cultura, la Direzione Generale ABAP, l&#39;Istituto Centrale per il Restauro e il Comune di Città di Castello nella valorizzazione territoriale di questo capolavoro, che potrà portare un accrescimento culturale sia alla popolazione, alla comunità locale che vede ritornare sul territorio questa opera sia costituire un importante attrattore culturale proprio grazie anche a questa esposizione internazionale a New York. Per questo la Soprintendenza è sinceramente orgogliosa di aver contribuito a questa operazione culturale fondata scientificamente e tutta rivolta alla valorizzazione del patrimonio culturale Umbro&rdquo;.</p>

<p> </p>

<p>&ldquo;Negli anni 50 che l&#39;Istituto Centrale per il Restauro sperimenta le migliori tecnologie per la conservazione dello stendardo di Raffaello, conservato a Città di Castello&rdquo; dichiara il direttore dell&rsquo;Istituto Centrale del Restauro, Luigi Oliva . &ldquo;Oggi l&#39;opera torna dopo un restauro che è stato realizzato presso il laboratorio Tele dell&#39;Istituto e che ha visto la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l&#39;Umbria e del Comune. Il finanziamento è stato in parte dato dal Metropolitan Museum che ha ospitato l&#39;opera in una importantissima mostra che si è tenuta nella sua sede di New York e oggi finalmente torna per essere apprezzata dopo il recupero di quello che si pensava perso definitivamente, cioè il disegno di Raffaello direttamente sulla tela. Quindi quelle che erano state le lacune conservate dai restauri precedenti senza integrazione oggi finalmente sono state ripulite e con la tecnologia attuale consentono di far vedere quello che era il disegno originale che realizzava Raffaello prima della stesura della pellicola pittorica. Quindi si tratta di un&#39;opera che è rinnovata nella sua bellezza, nella visibilità e racconta molto di più della storia del giovane Raffaello e della sua crescita e delle sue capacità già all&#39;inizio della sua carriera&rdquo;. </p>

<p> </p>
</div>]]></description>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 17:40:36 +0200</pubDate>
<author>protocollo@comune.cittadicastello.pg.it (Comune di Città di Castello)</author>
<enclosure url="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261941731541O__OBentornatoRaffaello36.jpg" length="1169449" type="image/jpeg" />
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lassemblea dei soci di Sogepu ha nominato Romualdo Catufi presidente del consiglio di amministrazione, nel quale sono stati confermati Marta Minciotti e Nicola Falcini]]></title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/636582/pagsistema.html</link>
<description><![CDATA[<div></div><div><div style="width:80px;max-height:80px;border:1px solid #AAAAAA;padding:0px;background:#FFFFFF;overflow:hidden;"><img width="100px" src="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261931650031O__OMINCIOTTI-CATUFI-FALCINI.jpg" style="width:100px;" /></div></div><div><p>L&rsquo;assemblea dei soci di Sogepu ha nominato presidente del consiglio di amministrazione della società il geometra ed ex funzionario del Comune di Città di Castello in quiescenza Romualdo Catufi e ha confermato nell&rsquo;esecutivo i consiglieri uscenti, avvocato Marta Minciotti e architetto Nicola Falcini.</p>

<p>Per anni responsabile dell&rsquo;Ufficio Progettazione dell&rsquo;ente tifernate, con incarichi anche presso il Ministero dell&rsquo;Ambiente, Catufi succede all&rsquo;avvocato Vittorio Betti, che per motivi personali non ha accettato la conferma alla guida della società.</p>

<p>Gli amministratori comunali presenti alla riunione hanno rivolto a Betti un sentito ringraziamento per l&rsquo;impegno e la professionalità dimostrati, nel contesto del giudizio positivo sull&rsquo;operato del consiglio di amministrazione uscente espresso nel corso della riunione da tutti i presenti.</p>

<p>La proposta di rinnovo dei vertici dell&rsquo;azienda per i prossimi tre anni presentata dal sindaco di Città di Castello Luca Secondi ha ottenuto il voto favorevole dei primi cittadini di tutti i Comuni soci, ad eccezione del sindaco di Citerna Enea Paladino, che ha preferito astenersi, chiarendo di non conoscere personalmente il presidente, ma di non avere alcuna riserva sulla sua professionalità e sulla rispondenza della scelta agli obiettivi futuri di Sogepu.</p>

<p>I sindaci presenti hanno condiviso il mandato politico da affidare al nuovo consiglio di amministrazione, che sarà quello di perseguire il costante miglioramento dei livelli di qualità e degli standard dei servizi erogati ai cittadini, salvaguardando gli equilibri economico-finanziari della società, ma soprattutto di elaborare un piano industriale per lo sviluppo dell&rsquo;impiantistica nel polo di Belladanza in grado di consolidare il ruolo strategico dell&rsquo;azienda nell&rsquo;ambito del sistema regionale di gestione dei rifiuti.</p>

<p>Per esplicita indicazione dei primi cittadini, la definizione delle progettualità future dovrà essere il risultato di un percorso partecipativo che coinvolgerà tutti i Comuni soci e anche i rispettivi consigli comunali.</p>

<p>Contestualmente alla designazione del nuovo vertice di Sogepu, l&rsquo;assemblea dei soci ha nominato anche i membri effettivi del collegio sindacale indicati dal sindaco di Città di Castello nelle persone di Ornella Splendorini (presidente), Gianluca Belli e Carlo Berretti, nonché i membri supplenti, Giorgia Massi e Stefania Mencuccini.</p>

<p>I soci di Sogepu hanno concluso l&rsquo;assemblea ricordando con particolare affetto e commozione il dipendente dell&rsquo;azienda Luca Bartolomei, scomparso prematuramente nei giorni scorsi. Oltre alla professionalità, alla dedizione al lavoro e al senso di appartenenza alla società, tutti i presenti hanno sottolineato l&rsquo;apprezzamento per il garbo, l&rsquo;educazione e il rispetto con cui Bartolomei ha caratterizzato il proprio servizio ai cittadini delle comunità di Citerna e Monte Santa Maria Tiberina.</p>
</div>]]></description>
<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:50:39 +0200</pubDate>
<author>protocollo@comune.cittadicastello.pg.it (Comune di Città di Castello)</author>
<enclosure url="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261931650031O__OMINCIOTTI-CATUFI-FALCINI.jpg" length="152985" type="image/jpeg" />
</item>
<item>
<title><![CDATA[Commemorazione dell82° anniversario delle stragi di Pian dei Brusci e  Meltini]]></title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/636542/pagsistema.html</link>
<description><![CDATA[<div></div><div><div style="width:80px;max-height:80px;border:1px solid #AAAAAA;padding:0px;background:#FFFFFF;overflow:hidden;"><img width="100px" src="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261911552251O__OWhatsAppImage2026-07-11at13.16.49.jpeg" style="width:100px;" /></div></div><div><p>Commemorazione dell&rsquo;82° anniversario delle stragi di Pian dei Brusci e  Meltini, perpetrate da truppe tedesche contro la popolazione inerme: celebrate questa mattina due toccanti ricorrenze, significative, partecipate e sentite dalla comunità locale. &ldquo;In questi luoghi simboli della comunità tifernate dove sono stati uccisi tanti innocenti all&rsquo;epoca del secondo conflitto mondiale, di fronte alle sofferenze ancora vive nei familiari, non possiamo che restare a distanza di tanti anni interdetti al ricordo delle atrocità della guerra e sentire tanto più necessario che ognuno di noi guardi al passato per non dimenticare, rivendicare ogni giorno i valori della libertà e della democrazia racchiusi nella nostra Costituzione e  trasmettere ai nostri giovani che la pace è il bene più grande da custodire&rdquo;. E&rsquo; quanto dichiarato dal presidente del consiglio comunale, Luciano Bacchetta, che si è espresso oggi  a nome delle istituzioni nelle due cerimonie pubbliche per la rievocazione delle stragi nazi-fasciste dell&rsquo;8 e dell&rsquo;11 luglio del 1944 a Pian di Brusci e Meltini, che costarono la vita a 14 persone: furono 9 i contadini fucilati a Pian dei Brusci e 5 i tifernati uccisi a Meltini. Tra i familiari presenti ed alcuni parenti delle vittime anche Mario Lepri, fotoreporter e autore della ricostruzione storica della vicenda di Meltini. Alle commemorazioni, che hanno registrato una sentita partecipazione, patrocinate dalla presidenza del consiglio comunale tifernate, sono intervenuti il consigliere comunale Fabio Bellucci, i rappresentanti dell&rsquo;Istituto di Storia Politica e Sociale &ldquo;Venanzio Gabriotti&rdquo;, la presidente della sezione Anpi tifernate, Anna Maria Pacciarini,  il presidente dell&#39;Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, Pierino Monaldi, il presidente dell&rsquo;associazione Trestina per la Pace, Carlo Cinquilli, i rappresentanti delle Pro Loco di Trestina e Badia Petroia, della Società Rionale &ldquo;Quelli delà del  ponte&rdquo;. Il Rettore del Santuario di Canoscio, monsignor Franco Sgoluppi ha impartito la benedizione e sottolineato il profondo significato delle due commemorazioni e del messaggio che racchiudono soprattutto per le giovani generazioni. Il maestro, Fabio Battistelli, ha eseguito in maniera magistrale l&rsquo;Inno di Mameli con il suo clarinetto ed altri brani che hanno commosso i numerosi presenti fra cui i familiari delle vittime alcuni dei quali provenienti da fuori regione. Presenti i rappresentanti delle forze dell&rsquo;ordine ed  il gonfalone del comune con una rappresentanza della polizia locale.</p>
</div>]]></description>
<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 15:52:40 +0200</pubDate>
<author>protocollo@comune.cittadicastello.pg.it (Comune di Città di Castello)</author>
<enclosure url="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261911552251O__OWhatsAppImage2026-07-11at13.16.49.jpeg" length="124275" type="image/jpeg" />
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il materiale bibliografico e documentario della Biblioteca Carducci e della Fondazione Centro studi di Villa Montesca può essere consultato da qualsiasi dispositivo collegato a Internet grazie alla digitalizzazione degli archivi ]]></title>
<link>https://comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/636543/pagsistema.html</link>
<description><![CDATA[<div></div><div><div style="width:80px;max-height:80px;border:1px solid #AAAAAA;padding:0px;background:#FFFFFF;overflow:hidden;"><img width="100px" src="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261911541481O__OStatutocomunale4.jpg" style="width:100px;" /></div></div><div><p>A due anni dalla conclusione dei lavori di digitalizzazione, è stato pubblicato in Internet Culturale, il servizio a cura dell&rsquo;Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU), che raccoglie i cataloghi e le collezioni digitali delle biblioteche italiane,  tutto il materiale selezionato in occasione del progetto &ldquo;Agenda urbana, Città di Castello Alto Tevere smart&rdquo;. Il progetto ha richiesto un lungo lavoro di scansionatura (sono state eseguite complessivamente circa 112.000 scansioni, effettuate tramite scanner speciali trasferiti in biblioteca da parte della ditta che ha eseguito i lavori, la Made word di Firenze, specializzata in questo tipo di servizi) e molto lunghi sono stati i tempi necessari alla loro pubblicazione da parte dell&rsquo;Istituto centrale per il catalogo unico (ICCU), oberata dai numerosi progetti avviati in tutta Italia grazie ai fondi resi disponibili con il PNRR. &ldquo;La conclusione del lavoro e la pubblicazione finale &ndash; dichiara l&rsquo;assessore alla Cultura, Michela Botteghi - rendono finalmente fruibile a tutti gli studiosi una parte consistente e significativa del ricco materiale bibliografico e documentario conservato presso la Biblioteca Carducci e  la Fondazione Centro studi di Villa Montesca, che può essere comodamente consultato da qualsiasi dispositivo collegato alla rete Internet, alla pagina  https://www.internetculturale.it/. Altro fattore non strettamente collegato alla fruizione ma di importanza non secondaria è la realizzazione del progetto che contribuirà alla salvaguardia di documenti anche molto antichi e spesso fragili, la cui consultazione fisica e conseguente manipolazione ne comprometterebbero inevitabilmente l&rsquo;integrità&rdquo;. &ldquo;Nella scelta della documentazione individuata per il progetto &ndash; precisano Patrizia Montani (responsabile del servizio) e Silvia Palazzi, bibliotecaria -  si è deciso di privilegiare quella ritenuta più significativa per ricostruire la storia politica, sociale e culturale di Città di Castello e del territorio circostante e dunque di maggior interesse per gli studiosi e gli appassionati di storia locale. Si tratta di documenti alquanto eterogenei, comprendenti manoscritti, monografie e periodici a stampa, carte geografiche, manoscritti musicali e antifonari, prodotti nell&rsquo;arco di tempo compreso tra il XIII e il XX secolo. Per quanto riguarda i manoscritti si è deciso di procedere prioritariamente con i volumi delle Riformanze, (dette anche Annali), ovvero la raccolte delle deliberazioni, dei decreti, dei verbali delle riunioni, in una parola il resoconto di tutta l&rsquo;attività degli organi che si sono avvicendati alla guida politica e amministrativa della città e del territorio su cui essa ha esteso la propria giurisdizione, che  vanno dal 1336 al 1817. Si tratta di fonti di grande interesse &ndash; proseguono - che documentano la vita amministrativa, le leggi e i dibattiti politici della comunità, e costituiscono quindi una documentazione imprescindibile per  ricostruirne  le vicende storiche&rdquo;. Rientrano in questa tipologia di documenti, inoltre, gli Statuti del Comune risalenti ai secc. XIV e XVI e due Statuti dell&rsquo;Arte del Calzolari di Città di Castello (1562 e 1628), una lettera autografa di Giosuè Carducci indirizzata all&rsquo;amministrazione comunale in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, un Dizionario italiano-latino del 1390, nonché undici antifonari, databili tra la fine del XIII secolo e i primi anni del XV e acquisiti in seguito alla soppressione degli ordini religiosi e alla successiva confisca dei loro beni da parte dello Stato liberale. I documenti a stampa comprendono trentuno periodici locali, di grande interesse per ricostruire la vita politica e culturale della città e del territorio nel periodo compreso tra la seconda metà del XIX secolo e il secondo dopoguerra e 47 monografie del Fondo Antico, Sezione locale, pubblicate tra il XVI e il XVIII secolo. Rientrano inoltre in questo raggruppamento quattro carte geografiche che testimoniano l&rsquo;evoluzione urbanistica di Città di Castello dal XVII al XVIII secolo. &ldquo;Accanto alla documentazione appena descritta, tutta conservata presso la biblioteca comunale Carducci &ndash; concludono le referenti del servizio - si è deciso, in una seconda fase,  di procedere alla digitalizzazione di altro materiale di grande interesse per la storia dell&rsquo;Alta valle del Tevere, vale a dire una selezione del fondo bibliografico e documentario proveniente dalla Biblioteca dei baroni Leopoldo Franchetti e Alice Hallgarten Franchetti,  conservata fino al 2011 presso la biblioteca comunale Carducci e  successivamente trasferito presso la Fondazione Centro studi Villa Montesca. Della ricca biblioteca dei Franchetti,  testimonianza fedele degli interessi e delle letture tipiche di due figure di intellettuali cosmopoliti e poliglotti di fine Ottocento e primo Novecento, si è deciso di privilegiare i volumi riguardanti i temi che più interessavano Alice: l&rsquo;educazione, l&rsquo;emancipazione della donna, la spiritualità, i fermenti di rinnovamento religioso che scossero il mondo cattolico nei primi anni del secolo scorso, anche perché è soprattutto sullo straordinario esperimento pedagogico avviato nel 1901 con le scuole rurali gratuite destinate ai figli dei contadini che si focalizza l&rsquo;interesse degli studiosi. Accanto ai libri sono stati digitalizzati alcuni dei materiali &ndash; quaderni, registri, giornali di classe, piantine delle scuole, disegni ed elaborati realizzati dai bambini e considerazioni delle insegnanti - provenienti dalle due scuole rurali di Montesca e Rovigliano e selezionati dal Centro Studi Villa Montesca, che  restituiscono con grande freschezza la straordinaria modernità dei metodi di insegnamento adottati, legati all&rsquo;osservazione diretta della natura, alla sperimentazione, all&rsquo;insegnamento pratico&rdquo;.  Maggiori informazioni e dettagli possono essere richiesti direttamente al personale della biblioteca. </p>
</div>]]></description>
<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 15:42:00 +0200</pubDate>
<author>protocollo@comune.cittadicastello.pg.it (Comune di Città di Castello)</author>
<enclosure url="https://www.comune.cittadicastello.pg.it/download/allegati/346/261911541481O__OStatutocomunale4.jpg" length="1531329" type="image/jpeg" />
</item>
</channel>
</rss>